Pamela Busonero, Psicologa e Psicoterapeuta

  1. Home
  2.  » 
  3. Aree di Intervento
  4.  » Disturbi Psicosomatici

Disturbi Psicosomatici: cosa sono, come si manifestano

La Psicosomatica si colloca a metà strada tra la medicina e la psicologia. Indaga la relazione che intercorre tra mente e corpo, tra emozioni e soma. Ha dunque lo scopo di comprendere gli effetti che le emozioni (la psiche) producono sul corpo (il soma).

I disturbi psicosomatici sono da considerare malattie vere e proprie in quanto comportano danni a livello organico, aggravate da fattori emozionali. Essi forniscono una risposta a situazioni di disagio psichico o di stress.

Le emozioni negative (come il rimpianto, il risentimento, la preoccupazione) possono mantenere il sistema nervoso autonomo in uno stato di eccitazione ed il corpo in una condizione di emergenza continua. A volte per un tempo maggiore di quello che l’organismo è in grado di sopportare.

Anche pensieri troppo angosciosi, a lungo termine, possono provocare tale attivazione, recando danno agli organi più deboli.

Disturbi più comuni possono manifestarsi:

  • nell’apparato gastrointestinale (gastrite psicosomatica, colite spastica, ulcera peptica),
  • nel sistema cutaneo (psoriasi, acne, dermatite psicosomatica, prurito, orticaria, secchezza della cute e delle mucose, sudorazione profusa),
  • nell’apparato cardiocircolatorio (tachicardia, aritmia, cardiopatia ischemica, ipertensione essenziale),
  • nel sistema muscoloscheletrico (mal di testa, crampi muscolari, stanchezza cronica, torcicollo, fibromialgia, artrite).
  • nell’apparato respiratorio (asma bronchiale, sindrome iperventilatoria),
  • nell’apparato urogenitale (dolori mestruali, impotenza, eiaculazione precoce o anorgasmia, enuresi),

Sintomi psicosomatici sono presenti in quasi tutti i disturbi d’ansia, ma a volte esistono in assenza di altri sintomi di natura psicologica. Questo rende più difficile la diagnosi.

Cosa fare in caso di disturbi psicosomatici?

L’attenzione alla sola sintomatologia è basilare, ma non sufficiente per sradicare il disturbo. Il sintomo organico è solamente una facciata di difesa al problema reale.

Il rischio sarebbe quindi lo “spostamento” del sintomo. (passare, per esempio, da una colite spastica ad una dermatite, e così via.). E’ necessario quindi l’intervento di uno specialista.

Il sintomo è una maschera che il soggetto, inconsciamente, si è creato di fronte a emozioni eccessivamente dolorose e faticosamente riconoscibili, difficili da sostenere e rielaborare.

Proprio per la natura del quadro clinico, nella prima fase del trattamento capita di incontrare delle difficoltà in quanto il soggetto segnala un disturbo organico che viene, invece, restituito con una valutazione psicologica.

Considerando la varietà dei disturbi e la soggettività dell’individuo, l’intervento terapeutico è necessariamente personalizzato.

La terapia ha quindi il compito di aiutare la persona a sviluppare consapevolezza, una maggiore conoscenza di sé, e andare oltre il sintomo.

Smettere di concentrarsi sulle sue manifestazioni per cercare di accoglierne il messaggio: comprendere ciò che il disturbo sta comunicando relativamente al nostro modo di stare al mondo, di vivere le emozioni e di relazionarci con l’ambente in cui viviamo.

Il percorso è sicuramente impegnativo, ma solo in questo modo si potranno abbandonare i vecchi “copioni tossici” e cambiare qualcosa, allo scopo di avere uno stile di vita qualitativamente migliore.

Siamo il nostro corpo e più lo ignoriamo, più esso dovrà urlare per farsi sentire.

Per saperne di più leggi anche: “Somatizzazione: connessione tra cervello mente e corpo”

Vorrei concludere questo articolo con una frase di Alexander Lowen, padre della bioenergetica:

Gli uomini pensano di risolvere tutto con la mente invece di “sentire”. Ma il sentire non ha a che fare con  l’intelligenza o con la forza. Solo lavorando su di sé, sul proprio corpo – grazie al quale l’uomo “sente” – l’uomo può curarsi e aspirare, come è sacrosanto, a una vita sana, libera, felice. Ed essere in grado di amare veramente.” Alexander Lowen

Come ti senti dopo aver letto questo articolo?

Guarda i risultati!

Loading ... Loading ...
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5,00 su 5)
Loading...

Dott.ssa Pamela Busonero

Psicologa Psicoterapeuta, riceve a Firenze in Piazza Indipendenza 21

Guarda su maps

 Altri articoli

Come spiegare una relazione tossica a chi non l’ha vissuta

Come spiegare una relazione tossica a chi non l’ha vissuta

Come spiegare una relazione tossica a chi non l'ha vissuta La Difficoltà di Farsi Comprendere Molte delle mie pazienti, vittime di relazioni tossiche, mi raccontano quanto sia stato difficile far capire agli altri cosa stavano vivendo. Spesso si sono sentite sole, non...

Trigger Emotivi: Quando il Passato Risveglia il Presente

Trigger Emotivi: Quando il Passato Risveglia il Presente

Trigger emotivi, cosa sono Molti dei miei pazienti arrivano in terapia con una sensazione di disagio che faticano a spiegare. Mi raccontano di situazioni quotidiane in cui si sentono sopraffatti da emozioni intense e sproporzionate rispetto all'evento scatenante. Una...

Violenza Assistita

Violenza Assistita

Violenza Assistita: un silenzioso trauma infantile Scrivere questo articolo mi sta particolarmente a cuore perché, nel mio lavoro con persone che hanno subito abusi da parte del partner, emerge spesso un dettaglio comune: molte di loro, da bambine, hanno vissuto in...

Figli di genitori narcisisti

Figli di genitori narcisisti

Figli di genitori narcisisti: il peso di una ferita invisibile Spesso le persone si rivolgono a me per lavorare sulle conseguenze di relazioni con partner abusanti. Raccontano storie di dolore, manipolazione e senso di vuoto. Tuttavia, esplorando più a fondo, emerge...

Essere l’amante di un manipolatore: essere invisibili a sé stesse

Essere l’amante di un manipolatore: essere invisibili a sé stesse

Essere l’amante Nel 2010 avevo iniziato da pochi anni la mia carriera da libera professionista. Tra le tante storie che ho ascoltato, ce n’è una che ancora oggi ricordo nitidamente. Fu uno di quei casi che, pur essendo complesso, mi insegnò tanto e mi aiutò a crescere...

0 commenti

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.