Pamela Busonero, Psicologa e Psicoterapeuta

Fobie: cosa sono

Vorrei cominciare questo articolo evidenziando la differenza tra paure e fobie.

La paura è uno stato di allerta naturale, necessario per attivare i meccanismi psicofisiologici di fronte ad una situazione di pericolo. È un’emozione necessaria alla nostra sopravvivenza: la paura ci permette di sentire il pericolo e fare qualcosa per superare la situazione. In sintesi, una paura “sana” ci salva la vita.

Diversa è la fobia: è una paura irrazionale, ostinata ed esagerata per qualcosa che non rappresenta un pericolo reale, con cui gli altri si confrontano senza particolari difficoltà. La persona si rende conto dell’irrazionalità di tale paura, ma, nonostante ciò, non riesce a controllarla e frenarla.

I sintomi fisiologici che accompagnano tale stato sono:

  • tachicardia
  • vertigini
  • disturbi gastrici e urinari
  • nausea
  • senso di soffocamento
  • diarrea
  • rossore
  • tremito
  • sudorazione eccessiva.

Esistono due tipologie di fobie: fobie generalizzate (es: claustrofobia, ovvero la paura degli spazi piccoli) e fobie specifiche, come quelle che riguardano l’ambiente naturale (es: acrofobia, ovvero la paura delle altezze), gli animali (es: ornitofobia, ovvero la paura degli uccelli), le situazioni (es: aviofobia, ovvero la paura di volare), il sangue-iniezioni-ferite (es: emofobia, ovvero la paura del sangue).

Quando siamo di fronte ad una fobia, visto che si sta molto male, l’unica cosa che si desidera è di andare via, di fuggire. Ma la fuga, sebbene riduca sul momento gli effetti della fobia, fa si che pian piano si cominci ad eliminare tutte le situazioni che creano ansia e trasforma il problema in cronico. Ogni evitamento conferma la pericolosità della situazione evitata e prepara l’evitamento successivo. Questo sistema, oltre a generare una sfiducia nelle proprie risorse, va a interferire con la normale routine dell’individuo.

Il disagio diviene così sempre più limitante e la vita può trasformarsi in una prigione. In questa maniera, chi ha la fobia dell’aereo si troverà a rinunciare a molti viaggi; chi ha paura delle siringhe potrà rinunciare a controlli medici importanti; chi ha paura dei piccioni non attraverserà piazze o non potrà godere di un caffè seduto ai tavoli all’aperto e così via.

Come uscire da questo circolo vizioso?

Innanzitutto vorrei informare che la fobia non ha alcun significato simbolico inconscio, come suggerisce qualche psicanalista, e la paura specifica è legata esclusivamente ad esperienze di apprendimento errato involontario. La fobia è uno stato mentale, la proiezione su uno oggetto di per se innocuo. È un tentativo di difesa disfunzionale, che probabilmente è stato funzionale in una qualche circostanza della vita dell’individuo (per combattere ansia, tensioni, stati d’animo particolari, etc..) e che poi si è generalizzato.

Anche se le fobie sono simili, quello che sta dietro alla fobia è diverso da persona a persona, dipende dal bagaglio esperienziale individuale. Così due ragazzi possono aver paura dei fulmini, ma l’associazione che sta alla base di tale fobia è sicuramente diversa. Spesso in una seduta di psicoterapia viene subito fuori l’associazione, permettendo in questa maniera una facile rielaborazione ed un miglioramento veloce. Il suggerimento che posso dare per affrontare una o più fobie è quello di fare una lista delle situazioni che limitano la vita e si vogliono superare e rispondere, per scritto, a queste domande:

  • immagina di trovarti in una data situazione, qual’è la cosa che ti fa più paura?
  • Come poterla superare senza scappare?
  • Quali sono le risorse che ti permettono di affrontarla? Quali i punti deboli?

Successivamente prova ad esporti gradualmente alla fobia, ascoltandoti e valorizzando i risultati ottenuti, anche piccolissimi. Un piccolo risultato è già una grande vittoria.

Il modo migliore per vincere le fobie resta comunque quello di iniziare una terapia, per andare oltre al sintomo e non fermarsi al superamento di una grande paura.

Le fobie più comuni sono:

  • amaxofobia (paura di guidare)
  • aviofobia (paura di volare)
  • aracnofobia (paura dei ragni)
  • ornitofobia (paura degli uccelli)
  • cinofobia (paura dei cani)
  • entomofobia (paura degli insetti)
  • ailurofobia (paura dei gatti)
  • brontofobia (paura dei temporali)
  • acrofobia (paura delle altezze)
  • scotofobia (paura del buio)
  • idrofobia (paura dell’acqua)
  • emofobia (paura del sangue)
  • belonefobia (paura degli aghi)
  • claustrofobia (paura dei luoghi chiusi)
  • ipocondria (paura delle malattie)
  • fobia sociale
  • panofobia (paura di tutto)

Come ti senti dopo aver letto questo articolo?

Guarda i risultati!

Loading ... Loading ...
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

Dott.ssa Pamela Busonero

Psicologa Psicoterapeuta, riceve a Firenze in Piazza Indipendenza 21

Guarda su maps

 Altri articoli

Come spiegare una relazione tossica a chi non l’ha vissuta

Come spiegare una relazione tossica a chi non l’ha vissuta

Come spiegare una relazione tossica a chi non l'ha vissuta La Difficoltà di Farsi Comprendere Molte delle mie pazienti, vittime di relazioni tossiche, mi raccontano quanto sia stato difficile far capire agli altri cosa stavano vivendo. Spesso si sono sentite sole, non...

Trigger Emotivi: Quando il Passato Risveglia il Presente

Trigger Emotivi: Quando il Passato Risveglia il Presente

Trigger emotivi, cosa sono Molti dei miei pazienti arrivano in terapia con una sensazione di disagio che faticano a spiegare. Mi raccontano di situazioni quotidiane in cui si sentono sopraffatti da emozioni intense e sproporzionate rispetto all'evento scatenante. Una...

Violenza Assistita

Violenza Assistita

Violenza Assistita: un silenzioso trauma infantile Scrivere questo articolo mi sta particolarmente a cuore perché, nel mio lavoro con persone che hanno subito abusi da parte del partner, emerge spesso un dettaglio comune: molte di loro, da bambine, hanno vissuto in...

Figli di genitori narcisisti

Figli di genitori narcisisti

Figli di genitori narcisisti: il peso di una ferita invisibile Spesso le persone si rivolgono a me per lavorare sulle conseguenze di relazioni con partner abusanti. Raccontano storie di dolore, manipolazione e senso di vuoto. Tuttavia, esplorando più a fondo, emerge...

Essere l’amante di un manipolatore: essere invisibili a sé stesse

Essere l’amante di un manipolatore: essere invisibili a sé stesse

Essere l’amante Nel 2010 avevo iniziato da pochi anni la mia carriera da libera professionista. Tra le tante storie che ho ascoltato, ce n’è una che ancora oggi ricordo nitidamente. Fu uno di quei casi che, pur essendo complesso, mi insegnò tanto e mi aiutò a crescere...

1 commento

  1. Febe

    Io ho paura delle giostre chiuse

    Rispondi

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.