Pamela Busonero, Psicologa e Psicoterapeuta

  1. Home
  2.  » 
  3. Le varie forme dell'ansia
  4.  » Paura di Volare (Aerofobia-Aviofobia)

Paura di Volare (Aerofobia-Aviofobia)

da | Le varie forme dell'ansia

Cos’è e come si manifesta la Paura di Volare

Oggi viaggiare in aereo è considerata un’abitudine, eppure molte persone la reputano una cosa terribilmente disturbante. La paura di volare può quindi ostacolare viaggi di piacere ed addirittura eventuali promozioni lavorative.

È stato considerato che la probabilità di morte aerea è bassissima, molto più alta è invece la probabilità di morire con altri mezzi (macchina, bus, etc..), eppure questi non fanno così tanta paura.

Allora cosa c’è dietro la paura di volare?

Molti psicologi hanno dimostrato che spesso, coloro che soffrono di aerofobia, non sono preoccupati in merito alla sicurezza del volo, ma sono oppressi da altre paure. Sono soggetti di per se claustrofobici (paura di stare in uno spazio relativamente piccolo) o agorafobici (paura di non trovare una scappatoia nel caso in cui si sentano male o abbiano un attacco di panico).

La paura di volare è quindi secondaria ad altre forme di ansia. Vediamole nel dettaglio:

  • Paura della paura.

    Quando si ha paura di qualcosa, in questo caso di volare, il cervello registra che siamo in “pericolo” e attiva una parte che ci mantiene in stato di allerta. Tutto il nostro corpo, a questo punto, è in allerta, con le rispettive sensazioni fisiche: tachicardia, sudorazione, difficoltà respiratoria, etc. Questo avviene anche quando il pericolo è solo immaginato. Molte persone pensano quindi che questi sintomi siano pericolosi e ritengono di avere bisogno di un soccorso medico. Inoltre la sensazione di essere “chiusi” e non poter fuggire fa aumentare il malessere fisico e di conseguenza lo stato di attivazione fisiologica.

  • Paura di perdere il controllo.

    Altre persone temono di perdere il controllo di sé stessi: di urlare, vomitare, svenire, etc. Spesso queste fantasie sono accompagnate da frasi d’impotenza (“non ce la posso fare”), aumentando le sensazioni di paura fino ad arrivare al panico.

  • Claustrofobia.

    Chi soffre di questa fobia tende ad evitare spazi piccoli e chiusi. E l’aereo è di per sé un posto piccolo e chiuso. A volte il solo immaginarsi di stare lì dentro potrebbe portare la persona al panico.

  • Paura delle altezze

    In alcuni casi il solo affacciarsi dal finestrino e vedere la distanza dalla terra può portare la persona al panico, con la convinzione che tra l’aereo ed il suolo vi sia il vuoto. Questa è una convinzione sbagliata perché l’aria, presa in velocità, diventa dura come il marmo: l’aereo è quindi saldamente appoggiato su un fluido “solido” come l’asfalto (prova ad abbassare il finestrino in macchina ad una velocità di 100km/h e moltiplicala per 8 volte).

  • Mancanza di fiducia nel prossimo.

    Chi non riesce a fidarsi/affidarsi agli altri può riscontrare la difficoltà di porre fiducia nei piloti.

  • Previsioni di catastrofi.

    Chi ha paura delle catastrofi potrà pensare ad eventuali guasti tecnici, a forti turbolenze determinate da agenti atmosferici, vuoti d’aria, atterraggi di emergenza. Paure sia relative a passate esperienze, che solo immaginate. Le mancate conoscenze riguardanti al vero funzionamento dell’aereo, alla sua manutenzione, alla lunga formazione dei piloti potrebbero alimentare la fantasia e le previsioni catastrofiche.

Chi si è ritrovato in una di queste paure potrà facilmente comprendere che esse, probabilmente, fanno già parte della sua vita. L’aereo, vissuto come condizione stressante, non fa altro che alimentare sensazioni che il soggetto conosce benissimo.

L’intensità della paura di volare va dal lieve disagio percepito prima o durante il volo, al terrore che impedisce alla persona di prendere l’aereo. Anche chi non hai preso un aereo potrebbe soffrire questa paura, evitando e limitando la propria vita.

Una terapia per superare la paura di volare

L’aerofobia può essere trattata efficacemente con una terapia emdr, andando a vedere cosa c’è dietro il sintomo e sradicando in profondo il disturbo. Di solito in tempi brevi il soggetto riesce ad acquisire abilità specifiche, rafforzare le proprie risorse interne, gestire al meglio l’ansia, in modo che questa fobia non sia più paralizzante e nel tempo si estingua completamente.

Come ti senti dopo aver letto questo articolo?

Guarda i risultati!

Loading ... Loading ...

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

Dott.ssa Pamela Busonero

Psicologa Psicoterapeuta, riceve a Firenze in Piazza Indipendenza 21

Guarda su maps

 Altri articoli

Come spiegare una relazione tossica a chi non l’ha vissuta

Come spiegare una relazione tossica a chi non l’ha vissuta

Come spiegare una relazione tossica a chi non l'ha vissuta La Difficoltà di Farsi Comprendere Molte delle mie pazienti, vittime di relazioni tossiche, mi raccontano quanto sia stato difficile far capire agli altri cosa stavano vivendo. Spesso si sono sentite sole, non...

Trigger Emotivi: Quando il Passato Risveglia il Presente

Trigger Emotivi: Quando il Passato Risveglia il Presente

Trigger emotivi, cosa sono Molti dei miei pazienti arrivano in terapia con una sensazione di disagio che faticano a spiegare. Mi raccontano di situazioni quotidiane in cui si sentono sopraffatti da emozioni intense e sproporzionate rispetto all'evento scatenante. Una...

Violenza Assistita

Violenza Assistita

Violenza Assistita: un silenzioso trauma infantile Scrivere questo articolo mi sta particolarmente a cuore perché, nel mio lavoro con persone che hanno subito abusi da parte del partner, emerge spesso un dettaglio comune: molte di loro, da bambine, hanno vissuto in...

Figli di genitori narcisisti

Figli di genitori narcisisti

Figli di genitori narcisisti: il peso di una ferita invisibile Spesso le persone si rivolgono a me per lavorare sulle conseguenze di relazioni con partner abusanti. Raccontano storie di dolore, manipolazione e senso di vuoto. Tuttavia, esplorando più a fondo, emerge...

Essere l’amante di un manipolatore: essere invisibili a sé stesse

Essere l’amante di un manipolatore: essere invisibili a sé stesse

Essere l’amante Nel 2010 avevo iniziato da pochi anni la mia carriera da libera professionista. Tra le tante storie che ho ascoltato, ce n’è una che ancora oggi ricordo nitidamente. Fu uno di quei casi che, pur essendo complesso, mi insegnò tanto e mi aiutò a crescere...

0 commenti

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.